Cosa Vogliono Le Donne ?


Ebook

Giorno 1: COME FUNZIONA IL CERVELLO FEMMINILE EMPATICO

* Scoprire quali ormoni differenziano la chimica femminile da quella maschile e come agiscono nell’organismo.

* Come le capacità empatiche influiscono sulle possibilità relazionali delle donne.

* Come il cervello femminile empatico si differenzia da quello maschile sistemico nelle scelte.

* In che modo aumentare la propria empatia per avvicinarsi di più alle donne.

Giorno 2: QUELLO CHE LE DONNE DICONO DEGLI UOMINI

* Quali sono le differenze più importanti ed evidenti fra uomo e donna.

* Come imparare ad ascoltare le donne.

* Cosa dovrebbe fare un uomo per capire meglio le donne.

* Quali sono i cinque consigli pratici da dare a un uomo per conoscere e capire meglio le donne.

Giorno 3: COME IMPARARE AD ASCOLTARE LE DONNE

* Cosa significa saper ascoltare e come è possibile sviluppare questa dote.

* Come imparare ad ascoltare una donna in maniera attiva e coinvolgente.

* Come ascoltare alla maniera delle donne.

* Come imparare a utilizzare il linguaggio del corpo nell’ascolto.

Giorno 4: COME DECIFRARE LE EMOZIONI FEMMINILI

* Come e perché le donne percepiscono così bene le emozioni degli altri.

* Come imparare a emozionare le donne con semplici gesti.

* Come funziona l’immedesimazione femminile e da quali semplici stimoli può generarsi.

* Come trarre insegnamento da alcune esperienze personali maschili.

Giorno 5: IL METODO ASSPA PER CONQUISTARE E AMARE LE DONNE

* Come imparare a non chiudere i propri canali emozionali con le donne.

* Come capire che tipo di sicurezza è importante dare alla nostra partner.

* Come e perché imparare a vivere di più le emozioni.

* Come acquisire la capacità di far sentire importanti le donne.

Giorno 6: COME LE DONNE AMANO ESSERE SEDOTTE

* Come creare in una donna uno stato mentale emozionale.

* Come dare risalto alla propria personalità nel corteggiare una donna.

* Come essere romantici senza diventare servili.

* Come risultare solari e positivi nella seduzione.

Giorno 7: COME LE DONNE VIVONO IL SESSO

* Quali sono le differenze fra l’impulso sessuale femminile e quello maschile.

* Come imparare a dialogare con la propria partner anche nell’intimità.

* Quali sono le differenze fra il tradimento maschile e quello femminile: l’opinione degli esperti.

* Che ruolo ha la mente nella sessualità femminile.


Ebook

Seduttori Si Diventa Ultima Parte

Proseguiamo con la pubblicazione dell’ e-Book tratto da “Seduzione” di Giacomo Bruno della Bruno Editore.

9° ed ultima Parte

1.9 - Parole magiche

Se riusciamo anche ad utilizzare il linguaggio in modo mirato, allora possiamo aumentare considerevolmente la nostra capacità seduttiva. Utilizzare un certo vocabolario significa accedere alle rappresentazioni interiori che una persona lega a determinati termini. Ciascuna parola, all’interno del jukebox mentale del nostro interlocutore, ha infatti uno specifico retroscena. Così facendo quindi potremo ricercare il suo disco preferito, accedere ai suoi stati d’animo più profondamente emotivi. Durante le nostre conversazioni cerchiamo perciò di ripetere spesso termini positivi, legati ad emozioni forti, come amore o serenità o fiducia. Per comprenderli il cervello della persona che ci ascolta dovrà per forza avere accesso, a livello inconscio, alle sensazioni positive, a ricordi ed esperienze di vita che per lei, solo per lei, significano amore, serenità, fiducia.
Padroneggiare questo meccanismo della nostra mente è molto importante, perciò è opportuno ripeterlo ancora una volta: ogni parola che utilizziamo, va ad agire sulla rappresentazione interiore di sé e del mondo che ogni persona gestisce a livello inconscio. A differenti rappresentazioni corrispondono diversi stati d’animo, e cambiare rappresentazione significa cambiare stato d’animo. Se siamo tristi e depressi ci verranno in mente solo ricordi negativi, e vivremo emozioni altrettanto negative. Ma pensando ad un ricordo piacevole o ad una emozione positiva, il nostro umore migliorerà in maniera sensibile. Utilizzando un certo tipo di parole piuttosto che altre, perciò, saremo in grado di far accedere la mente inconscia dell’altra persona a ricordi positivi, che ne cambieranno lo stato mentale. Esiste poi un ulteriore legame che rappresenta l’anello di congiunzione tra l’interiorità e l’esteriorità delle persone: ogni nostro stato d’animo si concretizza nelle decisioni che prendiamo o preferiamo non prendere e nei comportamenti che attuiamo o rimandiamo.
Facciamo un esempio: abbiamo proposto alla persona che ci interessa e che vogliamo conquistare, di uscire la sera per andare al cinema. Lei ci risponde: “Ti ringrazio, ma oggi ho litigato con mia madre e sono di umore nero. Non ne ho davvero voglia, magari un’altra volta…”. Non dobbiamo abbatterci, bensì tentare di modificare il suo stato d’animo. Probabilmente avrà la testa piena di ricordi negativi, che le suscitano emozioni altrettanto negative come rabbia e tristezza; emozioni che effettivamente non depongono a favore di una serata spensierata al cinema. Dobbiamo quindi parlarle utilizzando termini e parole che le facciano rievocare emozioni e ricordi di tipo più allegro e solare. In questo modo la sua rappresentazione interiore e di conseguenza il suo stato d’animo miglioreranno, e probabilmente ci risponderà: “Grazie, mi hai fatto tornare il buonumore. Sai che ti dico? Un cinema ci sta proprio bene stasera!”.
Certo, non sempre gli stati d’animo hanno un nome ben preciso, come attrazione, estasi, entusiasmo. Alcuni possono rimanere più vaghi e indefiniti, come quando diciamo di non sentirci molto bene. Altri ancora, a ben guardarli, non sono veri e propri stati d’animo, ma solo degli elementi strumentali che ci servono per raggiungere i nostri valori più profondi. Ecco perché possiamo affermare con tranquillità, e soprattutto senza retorica, che soldi, bellezza, posizione sociale non contano poi così tanto nella vita. Perché sono solo degli strumenti cui si ricorre per raggiungere dei valori importanti.
Ora invece sappiamo che ognuno di noi ha a disposizione strumenti più efficaci, sempre disponibili e facili da usare, e soprattutto accessibili, con cui poter soddisfare quegli stessi valori. Diventare consapevoli del fatto che possiamo gestire in maniera facile e immediata i nostri stati d’animo e quelli degli altri, significa possedere una capacità infinitamente potente: avere la chiave per aprire qualsiasi porta e trascorrere una vita serena e soddisfacente.
Trovarsi in uno stato d’animo produttivo è essenziale nella vita: significa sentirsi bene in ogni momento, raggiungere la serenità emotiva, riuscire a prendere buone decisioni. Significa anche saper valutare con obiettività e ottimismo tutti i problemi che ci si dovessero presentare: può davvero fare la differenza. Uno stesso problema ci sembrerà irrisolvibile e insormontabile, se lo guarderemo con l’animo appesantito dalla preoccupazione e dall’ansia. Vedremo tutto nero e ci sentiremo senza una via d’uscita. Se invece manteniamo uno sguardo sereno e ottimista, sarà più probabile individuare soluzioni e comunque non lasciarsi soverchiare dal malumore.
Ciò su cui dobbiamo veramente concentrarci è la nostra capacità di creare un mondo fantastico in cui vivere. Non permettiamo che la persona che desideriamo passi la sua vita a lamentarsi o a stare male. Quando sta con noi, deve capire che il mondo è un posto bellissimo in cui vivere e può essere felice anche lei. Mostriamogli per primi la nostra sicurezza, la nostra gioia di vivere e la conquisteremo in un attimo. Se con noi sta davvero così bene, se davvero riusciamo a creare in lei una luce di speranza, allora sarà la prima a capire quanto vale la positività che sprigioniamo. Ricordiamoci infatti che lo stato d’animo è contagioso. Essere positivi, emanare energia significa il più delle volte coinvolgere nella nostra allegria le persone che ci sono vicine. Quindi la prima mossa per suscitare l’interesse del potenziale partner verso di noi, è proprio quella di mostrarsi sempre solari e positivi con lui, mettendosi in uno stato di sincero interesse nei suoi confronti: dimostriamo curiosità e voglia di conoscere lui e le sue doti, per scoprire se possiede delle caratteristiche che lo rendano realmente speciale e in grado di offrirci davvero qualcosa di valore.

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Seduttori Si Diventa Parte Quarta

Proseguiamo con la pubblicazione dell’ e-Book tratto da “Il Negoziatore” di Giacomo Bruno della Bruno Editore.

4° Parte

1.5 - Livelli di cambiamento

Uno dei maggiori esponenti della Programmazione Neuro-Linguistica, Robert Dilts, ha teorizzato che l’essere umano agisce nella sua vita su cinque livelli, ognuno dei quali riguarda e comprende un determinato ambito della nostra esistenza. Immaginando che questi livelli si trovino su un bersaglio ideale, cinque cerchi concentrici, possiamo partire dall’esterno fino ad arrivare ai nuclei più profondi:
- Ambiente: l’anello più grande, ovvero quello più lontano dal centro, rappresenta l’ambiente esterno, il luogo nel quale viviamo, agiamo, pensiamo. Se dovessimo identificarlo con una frase, potremmo dire che qui sono contenuti tutti gli aspetti della vita che riguardano il “dove”.
- Comportamenti: all’anello seguente si trovano i nostri comportamenti, ovvero quello che facciamo, il modo in cui agiamo. Questo secondo livello risponde alla domanda “cosa?”.
- Capacità: proseguendo verso il centro si trovano poi le capacità, cioè tutto quello che sappiamo e possiamo fare; livello che risponde a sua volta alla domanda “come?”.
Quelli considerati fino a qui sono i tre cerchi più esterni, quelle che metaforicamente possiamo definire come le “foglie” di un albero, in contrapposizione invece alle “radici”, la parte più profonda che andiamo ora ad analizzare. Proprio come in un bersaglio, che rappresenta ogni persona nella sua interezza, ci sono un insieme di anelli concentrici; dall’esterno fino al centro, dove si trova il nucleo:
- Valori/Convinzioni: ciò che per noi è importante e ciò in cui crediamo, dunque la risposta alla domanda “perché?”; sono le leve motivazionali che ci spingono ad agire e che influiscono sulle nostre azioni e comportamenti.
- Identità: al centro di tutti i vari livelli è posizionata l’identità, quello che siamo o crediamo di essere, la nostra essenza spirituale, il nostro modo di vivere come essere umani; livello che risponde alla domanda “chi?”.
Ecco allora che per modificare davvero le proprie abitudini e le proprie convinzioni è necessario partire dai livelli più profondi. Perché tutte le volte che ci mettiamo a dieta non riusciamo nel nostro intento? Partiamo sempre armati delle migliori intenzioni, ci impegniamo al massimo, eppure dopo qualche tempo, che sia solo qualche giorno o qualche settimana, ricadiamo nei vecchi schemi comportamentali e ci lasciamo andare alla nostra golosità. L’errore sta nel metodo. Non possiamo pretendere di cambiare una nostra credenza agendo a livello dei comportamenti, dunque al livello più esterno. E’ piuttosto difficile smettere di mangiare la cioccolata, se non avremo prima modificato la nostra convinzione che i dolci siano una delizia e che mangiarli migliori il nostro stato d’animo.
I livelli esterni (ambiente, comportamento, capacità) non possono modificare i livelli profondi (convinzioni/valori, identità); possono avere al più solo una leggera influenza. Al contrario, se agiamo su identità e credenze, se modifichiamo cioè le radici del nostro albero, avremo un vero e proprio terremoto a livello delle foglie. La teoria del caos si chiede: “può un battito d’ali di una farfalla in Brasile creare un uragano in Texas?”. Potenzialmente sì. E allora se questo è possibile, dandoci l’etichetta di persone golose e la convinzione che i dolci ci appaghino, non possiamo certo pensare di dimagrire, semplicemente forzandoci a cambiare comportamento. Se invece cominciamo a pensare a noi stessi come ad individui che ci tengono alla salute e alla forma fisica, se iniziamo a credere che troppa cioccolata sia deleteria per il nostro benessere, allora i nostri comportamenti cambieranno automaticamente, senza sforzi né fatica. Anzi diventerà un piacere mangiarci una bella insalata, sapendo che contribuirà a soddisfare i nostri valori, ciò in cui crediamo, e che farà sentire realizzata la nostra identità di persone in forma.
Un altro esempio della vita di tutti giorni: sicuramente a ognuno di noi è capitato almeno una volta di essere stato un po’ geloso nei confronti del nostro partner. Magari ci dava fastidio che sentisse ancora il suo ex, oppure che avesse un’amicizia troppo stretta con qualcuno dell’altro sesso. Per risolvere la situazione abbiamo cercato di imporre le nostre idee, limitando i comportamenti del partner. Abbiamo ottenuto dei risultati? Assolutamente no, anzi da quel giorno il nostro partner ha fatto esattamente il contrario di quello che gli avevamo imposto.
Proviamo invece ad agire sulla sua identità, con un discorso di questo tipo: “Sai, quando ti ho conosciuto ho subito capito che sei una persona completamente affidabile, davvero degna di fiducia. Me lo hai dimostrato in tante occasioni. E so anche che, se tu lo volessi davvero, potresti fare a meno di sentire così spesso quel tuo vecchio corteggiatore. Tu sei una persona così orientata al futuro, sai cosa vuoi e dove stai andando. Non rimanere troppo legata al tuo passato, o potresti correre il rischio di rimanerci imprigionata e bloccata, come con una catena che ti lega e ti trascina in fondo al mare. Liberati del passato, insegui i tuoi sogni e realizzali. Ora, con me, puoi sentirti protetta e al sicuro…”. Possiamo stare certi che un discorso del genere, così ipnotico ed evocativo, lascerà dei profondi segni nel nostro partner: in qualche modo dovrà essere coerente con l’identità che gli abbiamo dato e sarà suo interesse costruire un rapporto affidabile e duraturo.

1.6 - Identità

L’identità è il nucleo più profondo di ognuno di noi, che costituisce il carattere delle persone e ne determina l’unicità in fatto di valori, modi di essere e di comportarsi. E’ l’identità a definire chi effettivamente siamo. Riuscire ad addentrarsi fino a quel livello così intimo di qualcuno è in genere riservato in modo esclusivo a poche persone, e comunque a persone con cui si condivide un legame molto intimo e confidenziale. Se manca questo rapporto stretto e privilegiato con una persona, è molto difficile riuscire a conquistarla. Tuttavia la personalità di ognuno di noi, oltre ad essere il nostro elemento di definizione, una sorta di etichetta con su scritti gli ingredienti di cui siamo fatti, ha anche un’altra accezione, non del tutto positiva. Rappresenta infatti una limitazione, che noi stessi ci poniamo in seguito ad eventi forti accaduti durante la nostra vita: affermare di essere in un certo modo, corrisponde infatti a negare di essere in un altro modo. Chiudersi in un’identità significa cioè sensibilizzare il cervello verso una serie specifica di vicende e ricordi, proprio quelli che confermano la nostra idea originaria. E continuare a comportarsi in modo coerente e congruente con quella identità.
Proviamo a pensare ad ogni volta che facciamo un’affermazione su noi stessi, su ciò che siamo o siamo in grado di fare, e soprattutto su ciò che invece non siamo o non siamo capaci di portare avanti. “Io non sono bravo a disegnare, sai non ho per niente creatività.” oppure “Io odio la matematica, con i numeri non ci so proprio fare… non sarà mai il mio mestiere”. Quante volte abbiamo ascoltato o detto simili parole?
Affermazioni come queste derivano proprio dalla percezione che ognuno ha di se stesso, delle sue possibilità e capacità. Percezione che dipende dal nostro vissuto, dalle nostre esperienze di vita, dalle cose e persone che hanno arricchito e arricchiscono la nostra esistenza: in pratica, dai riferimenti che abbiamo archiviato nel nostro jukebox mentale.
E’ proprio il caso di una studentessa molto in gamba, con ottimi risultati in tutte le materie, tranne in quelle che avevano a che fare con i numeri. Matematica, trigonometria, geometria le causavano notevoli difficoltà ed i voti peggiori della sua pagella. Detestava profondamente quelle materie, anzi, a sentirla parlare, si definiva “geneticamente incapace” a gestire argomenti di tipo scientifico matematico. Diceva che fin dalle scuole medie era stato così e che così avrebbe continuato ad essere, perché lei non era portata per la matematica. Eppure quella stessa ragazza ha poi affrontato gli esami di maturità portando come seconda materia proprio matematica. Non solo, ha scelto anche di proseguire gli studi universitari, iscrivendosi proprio ad una facoltà scientifica. Ed oggi il suo lavoro la porta ogni giorno a confrontarsi con formule e numeri da gestire.
Viene spontaneo chiedersi in che modo questo sia potuto succedere, vista la sua dichiarata inabilità con tutto l’ambito scientifico. Cosa è cambiato? Semplice, si è ribaltata la sua credenza sulle sue capacità in merito ai numeri. Una convinzione dovuta ad un atteggiamento di critica e disapprovazione che la professoressa di matematica delle scuole medie le aveva sempre riservato. Sentendosi ripetere ogni giorno e ad ogni compito in classe che lei non era portata, che non aveva la mentalità adatta, quella ragazza non solo aveva finito con il crederci, ma alla fine ha anche incluso questa idea nella sua identità, legando se stessa a quella concezione di “ragazza che non è brava con i numeri”. E’ come se il suo cervello l’avesse boicottata ogni volta che doveva avere a che fare con formule ed equazioni: per rispettare il principio di coerenza, infatti, uno dei principi più forti nella vita di ogni essere umano, si impediva di accedere alle risorse adeguate alla risoluzione di problemi e calcoli. Così lei aveva ogni volta una nuova conferma della sua inadeguatezza e non faceva che rafforzare la sua identità di persona non capace. Durante l’ultimo anno delle scuole superiori però, una nuova insegnante le fece scoprire quanto questa sua idea fosse sbagliata. E lo fece semplicemente incoraggiandola e complimentandosi con lei per i risultati che invece era in grado di ottenere.

A risentirci tra qualche giorno con la Quinta parte.

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