Comunicazione Efficace. Segnali del Corpo.

Segnali del corpo

Abbiamo visto quanto siano importanti i movimenti degli occhi, in quanto ci forniscono preziose informazioni sul sistema rappresentazionale in uso e sulle strategie d’innamoramento dell’altra persona. Allo stesso modo esistono alcuni segnali del corpo che ci trasmettono se ciò di cui stiamo parlando suscita curiosità, interesse, gradimento o tensione: sono i cosiddetti segnali di attenzione. Uno sguardo fisso e ben concentrato indica proprio attenzione e curiosità: come quando siamo molto concentrati su un film; oppure quando siamo in macchina guidando verso casa senza fare la minima attenzione al percorso, bensì completamente concentrati su noi stessi e sui nostri pensieri. Occhi fissi, quasi caduti in una trance ipnotica indicano dunque una grande attenzione.

I segnali di interesse avvengono nella zona del naso: se la persona che abbiamo di fronte si gratta il naso mentre affrontiamo un particolare discorso, è segno che è particolarmente interessato. Perché proprio il naso? Le ragioni sono varie e molto antiche. Se ci pensiamo molti animali fiutano il cibo attraverso il naso; più che la vista è l’olfatto il senso dedicato all’interesse. È un modo comune dire «ho fiutato qualcosa di interessante», proprio per questo richiamo inconscio alle nostre origini. In pratica succede che quando ci concentriamo interessati a qualcosa il nostro olfatto si predispone all’ascolto: il sangue affluisce a livello del naso e questo ci può provocare dei pruriti. Ecco perché alla fine, da un punto di vista esteriore, grattarsi il naso vuol dire interesse.

Ma quale senso utilizziamo per assaporare davvero qualcosa? Per gustarne tutto il sapore? Ovviamente il senso del gusto! Immaginiamo sempre il confronto con gli animali: un cane ad esempio durante la sua passeggiatina odora tutto ciò che gli interessa e solo se la gradisce comincia a mangiarla. Quindi il gradimento è legato al senso del gusto. Se il nostro interlocutore si bagna le labbra con la lingua, se le mordicchia, se ci mostra la sua lingua o se ci manda dei baci analogici (in pratica fa il gesto del bacio) a livello sempre inconscio, possiamo pensare che stia gradendo davvero i nostri discorsi.

Se invece lo vediamo spesso deglutire mentre ascolta o dice qualcosa, oppure lo sentiamo raschiarsi la gola con un colpo di tosse prima di parlare o risponderci, evidentemente c’è qualcosa che non va. Si chiamano scarichi emozionali: in tal caso è meglio interrompere subito l’argomento di cui stavamo parlando, oppure chiedergli con sincerità se abbiamo detto qualcosa di sbagliato o se possiamo proseguire.

Infine i segnali di riflessività: toccarsi il mento come se si avesse la barba è una richiesta di chiarimento o di maggiori informazioni. Può indicare che siamo assorti nei nostri pensieri, nel nostro dialogo interiore, cercando di capire meglio ciò che ci viene detto, e avendo delle domande da fare. In tal caso è meglio fermarsi e chiedere se è tutto chiaro, così da facilitare eventuali dubbi o domande del nostro interlocutore. In conclusione, il linguaggio del corpo ci può aiutare davvero molto a capire come stiamo andando e come sta procedendo il nostro tentativo di seduzione. Ad un patto però: tutti questi segnali sono solamente indizi e non prove certe. Ecco perché una volta che cominciamo a intuire qualcosa è necessario continuare la nostra scoperta attraverso nuovi elementi, sondando nuove reazioni e cercando di scoprire il più possibile dell’altra persona!

Tratto da IL NEGOZIATORE ebook della BRUNO EDITORE.

________________________________________________________________

Comunicazione Efficace. Strategie di Innamoramento !

Strategie di Innamoramento !

Attraverso gli accessi oculari e lo studio dei sistemi rappresentazionali della persona che vogliamo conquistare, possiamo intuirne la strategia di innamoramento. Cos’è una strategia? È il modo in cui ognuno di noi svolge un determinato compito o arriva a uno specifico risultato. Immaginiamo ad esempio di incontrare una persona e rimanere profondamente affascinati.

Cosa succede in noi? Vediamo la persona, ci diciamo: «Wow, che fisico!», ci immaginiamo con lei in svariate situazioni, proviamo delle sensazioni di piacere. Questa ad esempio può essere la nostra strategia di innamoramento! In pratica si tratta della procedura che avviene a livello inconscio nella nostra mente.

Ora, se noi riusciamo a scoprire e intuire la strategia di innamoramento del nostro interlocutore, possiamo rendere molto più facile la conquista. I modi sono diversi, più o meno raffinati: il più elegante, che richiede abbastanza pratica e flessibilità, è proprio quello di seguire i suoi accessi oculari. Ad esempio possiamo chiedergli: «Ti piace la nuova Ferrari 360?» Se vediamo che, prima ancora di aprire bocca e rispondere, i suoi occhi vanno prima verso l’alto (accesso visivo), poi in basso a sinistra (dialogo interiore), poi di nuovo in alto (visivo) poi in basso a destra (sensazioni), allora potremmo immaginare la seguente strategia: questa persona visualizza nella sua mente l’immagine dell’auto, poi si dice dentro di sé che è un’auto splendida, si immagina all’interno dell’auto stessa e infine prova una forte sensazione di soddisfazione. Questo ci dimostra la sua strategia di attrazione: che sia per un’automobile o per una persona le cose non cambiano.

Un modo meno elegante, ma più diretto è quello di chiedergli semplicemente: «In che modo capisci quando ti stai innamorando di qualcuno?» Con tutta probabilità sarà lui stesso a dirci la sua strategia senza rendersi conto di quanto sia preziosa come informazione.

Una volta che l’abbiamo intuita infatti possiamo utilizzarla per il nostro obiettivo seduttivo: immaginiamo di utilizzare la strategia dell’esempio precedente e proseguiamo il discorso con questa persona. Diciamo: «Ti è mai capitato di conoscere una persona e rimanere colpita dalla sua bellezza? Ora, a me succede di sentire una voce dentro di me che mi dice: “Wow, che gran fisico”. E poi, sai quando cominci a immaginarti con lui nelle più svariate situazioni? Ora, succede che a un certo punto senti veramente una sensazione qui allo stomaco che ti fa capire che è proprio un colpo di fulmine! Ora, tu che ne pensi, ti è mai capitato?»

Una frase del genere non solo ricalca perfettamente la sua presunta strategia di innamoramento, ma è anche densa di domande e comandi ipnotici che la rendono davvero penetrante a livello inconscio! In più vi è l’utilizzo del “tu narrativo” quella forma per cui, anche se stiamo raccontando qualcosa di noi, possiamo comunque dare del tu, e a livello inconscio è come se stessimo parlando proprio della persona che abbiamo di fronte.

Tratto da IL NEGOZIATORE ebook della BRUNO EDITORE.

_______________________________________________________________

Il Potere di un sorriso

Avete mai notato come la parola “sorriso” assume la posizione di un sorriso sul vostro volto a destra dopo che è stata pronunciata?

Che tipo di differenza può fare un sorriso? Nonostante la sua semplicità e spontaneità, un sorriso può fare la differenza. Crea un’atmosfera.

Certo, un anche cipiglio può creare un clima. Ma un clima di dissenso, che può facilmente portare conflitti ed incomprensioni, mentre un sorriso può creare simpatia ed unità.

Un sorriso è contagioso. Quando fate un sorriso, l’altra persona non può fare a meno di sorridere di nuovo a voi. Fai un sorriso ad un bambino, e c’è una grande possibilità che il bambino sorrida.
A causa del tuo sorriso, il bambino comincia a essere giocoso, anche se sei un estraneo per lui.

Un sorriso a volte può anche cancellare il dolore, specialmente il dolore emotivo e psicologico.

Se volete fare una buona impressione, è il vostro sorriso la migliore opzione.

Un sorriso vale più di parole. Un sorriso è un linguaggio universale espresso nella forma di un gesto che saluta e si compiace di altre persone.

Questo è il motivo per cui è importante che il personale di vendita indossi un sorriso sul proprio volto per tutto il tempo. Questo è il modo migliore per attrarre un maggior numero di clienti. Marca sorridendo il marchio della vostra attività. Inserisci nel tuo logo aziendale e vedrai crescere la tua attività.

Un sorriso non ha ancora valore monetario è inestimabile. Nessuna somma di denaro può comprarne uno. E’ donato. Un sorriso deriva naturalmente dal cuore.

Un sorriso e mantiene lega amicizia. Senza sorrisi, ogni amicizia è inimmaginabile.

“Ma come si fa a sorridere quando si è sopraffatti con problemi di cuore, la salute, le finanze, e la pace della mente?” Sì, è difficile, ma sarebbe di aiuto essere imbronciati ?

Sarà un cipiglio a togliere il dolore ed eliminare i problemi che continuano a spingervi verso il basso ?

La risposta è ovvia.

Un sorriso è come un gioiello indossato sul volto. E ‘la porta d’accesso alla vostra personalità. Indossare un sorriso ogni minuto e ora del giorno, e non sarà necessario altro.

Comunicazione efficace. Domande Ipnotiche.

Domande ipnotiche!

Abbiamo detto che una delle tecniche principali per accedere agli stati d’animo è quella di utilizzare l’espressione «ti è mai capitato di…?» che consente un accesso immediato a quel determinato stato d’animo, con tutte le emozioni associate. Un’alternativa molto valida è quella di utilizzare un’espressione tipo: «Sai quando… conosci uno e rimani subito affascinata?» Come potremo notare facilmente, si tratta di un modo di dire molto comune. Facciamoci caso: ascoltiamo le persone che ci sono intorno, magari proprio quelle che reputiamo grandi comunicatori o comunicatrici, e non di rado le sentiremo utilizzare questa espressione «sai quando». Essa infatti consente di rivivere all’interno della propria mente proprio la situazione che suggeriamo all’interno della frase stessa.

«Sai quando stai leggendo un libro e ti rendi conto che sei davvero interessato?», leggendo questa frase non ci sentiamo forse molto interessati a proseguire la lettura? Ebbene sì, a livello inconscio tutti questi messaggi subliminali arrivano e hanno il loro effetto. Certo, non bastano due frasi ben costruite a far innamorare di noi la persona che stiamo conquistando. Tuttavia esse creano quell’apertura mentale e quella sintonia che poi portano all’innamoramento vero e proprio.

Aggiungiamo adesso una piccola ma potentissima parola all’interno delle nostre frasi subliminali. La parola in questione è “ORA”.“Ora” è una parola che possiamo mettere in qualsiasi frase: ora, facciamo un esempio! «Sai quando conosci uno e subito puoi sentirti a tuo agio? Ora, a me non capita spesso… ». Cosa succede a livello inconscio attraverso questa frase? Succede che, attraverso un adeguato tono di voce e mediante le giuste pause, possiamo legare la parola “ora” alla prima frase invece che alla seconda: quindi il vero significato nascosto che arriva all’interlocutore è «puoi sentirti a tuo agio Ora». In questo caso però è essenziale regolare le pause in modo giusto, senza dare l’impressione che stiamo facendo qualcosa di strano, al contrario utilizzando un tono di voce determinato e sicuro. Sì, proprio questo dobbiamo trasmettere: determinazione e sicurezza, perché questo è ciò che cercano le persone in un partner. A maggior ragione quando utilizziamo questi comandi nascosti che la razionalità dell’altra persona non riesce a cogliere perché apparentemente non sembrano esistere, ma che in realtà la mente inconscia coglie molto profondamente. Pensiamo a noi: cosa succede quando stiamo bene con una persona? Forse sentiamo la voce del nostro dialogo interiore che ci dice: «Con questa persona mi sento a mio agio». E allora mediante questi messaggi nascosti è come se avessimo accesso al dialogo interiore dell’altra persona e gli suggerissimo di pensare quella frase e di sentire le sensazioni associate a quello specifico stato d’animo. L’altro riterrà suo il pensiero, ma in pratica siamo noi ad averglielo messo in testa, o per lo meno ad aver favorito il nascere di questa idea! In fondo ogni giorno siamo bombardati da questi messaggi, basta dare uno sguardo alle pubblicità di giornali e televisioni; il fatto è che semplicemente non ce ne rendiamo conto perché non siamo abituati a ragionare in termini di emozioni e stati d’animo!

Tratto da  “Il Negoziatore” di Giacomo Bruno della Bruno Editore.

Risultati

Oggi sono contento di lasciare la parola ad uno di voi:

Ricevo da M.:

Sono molto contento del contenuto della Seduzione;

In effetti le donne sono molto strane e vedo che quando un’uomo si atteggia cosi’ come da manuale
le donne perdono la testa….bho’…io ora lo capisco…ma e’ assurdo..

Io invece sto’ mettendo in pratica dopo aver letto il Vostro manuale una tattica filtrata…

Bhe’…:-)) Funziona !!

Io ho 49 anni…la ragazza ne ha 21…INCREDIBILE !!

E’ una donna Bellissima…io non avrei mai detto che ha 49 anni riuscivo ad andare a letto
con un pezzo di figliola del genere…

Sto’ molto attento a non innamorarmi…e sono io che voglio che lei faccia la sua vita
da 21 enne…ballare…fidanzati…

Pub ecc.ecc.

Tanto mi rendo conto che una donna di questa eta’ non la si puo’ sposare e neanche frenare :-))

Distinti Saluti…e complimenti !!

Cosa aggiungere a questa bella testimonianza ?

Una volta di più si dimostra l’importanza del giusto atteggiamento e dell’azione contrapposta alla teoria.

Aspetto sempre con piacere i vostri commenti.

Seduzione e Scarsità

Uno degli atteggiamenti che noto più spesso in chi mi scrive è quello della sfiducia e della rassegnazione.

Ed è esattamente il tipo di atteggiamento più controproducente, e non solo in campo seduttivo.

Vediamo di andare un po’ più a fondo ad analizzare i motivi e le conseguenze di atteggiamento.

Il motivo principale è la SENSAZIONE DI SCARSITA’.

E’ forse il pensiero peggiore che può attanagliare la nostra mente. Il fatto di essere convinti che nell’universo non ce n’è abbastanza, di qualsiasi cosa: denaro, felicità, donne, uomini, ecc…

Il passo logico successivo è: siccome non ce n’è abbastanza io sarò tra quelli che ne resteranno senza !!!

Questo tipo di atteggiamento è la più grande scusa che possiamo trovare per la nostra inazione.

Ci giustifica di fronte a noi stessi, ci evita di assumerci le nostre responsabilità.

E ci impedirà sempre di raggiungere i nostri obiettivi, prima di tutto per via della LEGGE DI ATTRAZIONE, secondo la quale attiriamo nella nostra vita quello che pensiamo di attrarre e di meritare, ed anche perché trasmettiamo a chi viene in contatto con noi una sensazione di scarsa autostima.

Impariamo ad agire, ad assumerci le nostre responsabilità.

Tutti noi abbiamo al nostro interno la forza per cambiare le cose che non vanno, ma dobbiamo assumercene le responsabilità, ed iniziare a FARE QUALCOSA, vedi anche il mio precedente post PER UN NUOVO INIZIO.

Fai un po’ di autoanalisi, prova a pensare a quali sono le persone con le quali ti trovi meglio, che ti fa piacere incontrare, quelle che ti fanno sorridere solo a ricordarle.

E pensa a che atteggiamento hanno queste persone nei confronti degli altri e della vita.

Ti accorgerai che raramente hanno un atteggiamento di sfiducia e di timore, anzi di solito sono persone che sanno reagire alle avversità, o che addirittura sembrano non conoscere avversità.

Inizia a fare solamente questo piccolo esercizio, inizia ad osservare !

Seduttori Si Diventa Parte Terza

Proseguiamo con la pubblicazione dell’ e-Book tratto da “Il Negoziatore” di Giacomo Bruno della Bruno Editore.

3° Parte

1.4 - Ciclo del successo

Una delle metafore utilizzate più di frequente nell’ambito dei corsi di motivazione e leadership personale è quella della camminata sui carboni ardenti. Carboni veri, che ardono realmente, ad una temperatura che oscilla tra i seicento e gli ottocento gradi. Ci si trova lì, all’inizio della pista, con di fronte circa sei metri di ustionante carbone che brilla e fiammeggia rosso nella notte buia. Sembra impossibile riuscire a trovare il coraggio di appoggiare i nostri delicati piedi, che si scottano soltanto camminando sulla sabbia di una spiaggia scaldata dal sole, in quel manto incandescente. Non è possibile. Non possiamo farcela senza aiuti chimici o senza un trucco. Un limite troppo grande? No, solo una convinzione molto grande. Come facciamo a rinunciare a questa nostra convinzione, che quel carbone non ci ustionerà i piedi? La risposta è una: la nostra mente. Concentrazione, un lavoro di ricostruzione delle nostre credenze, un grido a squarciagola per darci carica ed energia, e si parte. Con il cuore che batte forte, camminando passo dopo passo, in un batter di ciglia siamo arrivati alla fine. Incredibile, ce l’abbiamo fatta, abbiamo superato un limite che ritenevamo invalicabile, siamo arrivati indenni al nostro traguardo. Nessuna scottatura, solo tanta emozione e nuove motivazioni.
Una volta capito il funzionamento di questo meccanismo, siamo in grado di cambiare qualsiasi nostra convinzione, eliminando comportamenti improduttivi e abitudine nocive. Un meccanismo che ci restituisce il possesso del nostro corpo e del nostro spirito. Come abbiamo fatto a non bruciarci e ad accedere a queste nuove incredibili risorse? Semplice, attivando quello che si chiama “ciclo del successo”: la nuova credenza che abbiamo ci ha focalizzato su quello che siamo in grado di fare e ha aperto le porte a nuove risorse. Risorse che abbiamo sempre avuto ma che non sapevamo di possedere, risorse cui ora possiamo accedere quando vogliamo. Dalle risorse poi si passa all’azione: adottiamo cioè nuovi comportamenti che ci forniscono nuovi e insperati risultati. Risultati positivi che non fanno altro che andare a confermarci l’effettiva esattezza della nostra credenza. In questo modo ci consentono di accedere con convinzione sempre maggiore alle nuove risorse. E così via, in un ciclo infinito di successo (o di insuccesso, qualora la credenza iniziale sia di tipo limitante).
Immaginiamo due amici, uno molto timido e sfiduciato, l’altro sicuro di sé e molto fiducioso. Entrano in un bar, si siedono al tavolino; due ragazze sedute al tavolino vicino li guardano e si mettono a ridere. Cosa pensiamo che succederà? Semplicemente il primo ragazzo penserà che lo stanno prendendo in giro e stanno ridendo di lui; il secondo invece crederà di aver sedotto altre due ragazze solo con il suo sguardo. Qual è la verità? Nessuna delle due, o meglio entrambe. Per ognuno di quei ragazzi quella è l’unica verità, l’unica che va a confermare le proprie convinzioni di partenza. In realtà le due ragazze potrebbero aver riso per tutto altro motivo, ma non è questo che ci interessa. A noi interessa capire solo che le convinzioni che noi abbiamo vengono confermate in ogni caso, nel bene e nel male, nel potenziante e nel limitante. Il grande Henry Ford, fondatore della omonima casa automobilistica, diceva che “se tu pensi di potercela fare o di non potercela fare, hai comunque ragione”. Il ciclo del successo (credenza > risorsa > azione > risultato > credenza), ci porterà comunque a confermare le nostre idee, quali esse siano.
La questione dunque non è nella verità di una credenza, ma nel suo effetto e nei risultati che otteniamo. Se noi crediamo di essere timidi, come ci comporteremo ad una festa? Ci daremo da fare e andremo a conoscere le persone che ci interessano, oppure staremo tranquilli e buoni con le poche persone che già conosciamo? E soprattutto, quanto impegno ci metteremo a uscire fuori dai nostri schemi? Molto poco. E se invece cominciassimo a credere che siamo degli ottimi seduttori, cosa faremmo? Non importa se questo sia vero o no, sicuramente daremo il massimo, ci impegneremo fino in fondo per ottenere il nostro obiettivo. Passeremo all’azione con sicurezza e determinazione; e questa stessa sicurezza la trasmetteremo agli altri.

Immaginiamo un venditore: se parte già sfiduciato perché non crede nel prodotto o non crede in se stesso, in che modo comunicherà ai clienti? E così quando il cliente gli dirà di no, egli penserà “Lo vedi che avevo ragione? Non sono affatto un grande venditore!”. Se al contrario fosse partito con maggiore fiducia, con delle credenze potenzianti, avrebbe trasmesso sicurezza e sicuramente avrebbe ottenuto risultati migliori. E se anche qualcuno gli avesse detto di no, sarebbe andato avanti con determinazione e appena ricevuto un sì, avrebbe pensato “Lo vedi che avevo ragione? Sono un grande venditore!”. Alla fine abbiamo sempre e comunque ragione. Sta solo a noi decidere che direzione prendere, se entrare nel ciclo del successo in senso potenziante o limitante.
E allora non vogliamo più sentirci insicuri e titubanti? Vogliamo diventare determinati? Basterà andare alla ricerca, nella nostra memoria, nel nostro jukebox mentale, di tutte le volte che ci siamo sentiti sicuri di noi, delle situazioni in cui ci siamo comportati come se nulla potesse fermarci. Prendiamo questi riferimenti positivi e mettiamoli insieme: dobbiamo creare una solida base per la nostra nuova convinzione.
Il celebre formatore internazionale Anthony Robbins, nei suoi testi motivazionali, utilizza la metafora del tavolo per descrivere una convinzione. Immaginiamo un tavolo e le gambe che lo sostengono. Il piano del tavolo è la convinzione, le gambe sono quei riferimenti e quelle esperienze della nostra vita che la confermano, su cui quindi poggia la convinzione. Noi ne possiamo creare da zero una qualsiasi che ci sia utile ad affrontare la vita con maggiore forza e coraggio, attaccando nuove gambe a nuovi piani.
Vogliamo smettere di essere timidi? Disegniamo il tavolino della timidezza, con tutti i suoi riferimenti. Chiediamoci se sono ancora validi. Ad esempio il fatto che la mamma ci definiva timidi da piccoli significa per forza che siamo timidi ancora oggi? E il fatto che ci piaceva stare da soli significa per forza che siamo timidi? Forse siamo solo un po’ riservati, o semplicemente stiamo bene con noi stessi, laddove molte persone si sentono realizzate solo quando sono in compagnia. Forse questo è un gran segno di sicurezza, non di timidezza. E infine chiediamoci quanto ci è costato finora vivere con questa etichetta sulla spalle. Quanto ci è costato, e quanto ci costerà ancora vivere con l’identità di persone timide? Quante opportunità abbiamo perso a causa di questa nostra credenza limitante? E allora decidiamo ora di sentirci degli ottimi seduttori! Andiamo a cercare nella nostra mente, nel nostro jukebox di ricordi, il disco giusto, proprio quel disco che contiene tutti gli episodi in cui ci siamo sentiti affascinanti o in cui qualcuno ci ha considerato tali. Prendiamo questi riferimenti e utilizziamoli come gambe del nostro nuovo tavolino e cominciamo subito a credere che effettivamente siamo persone magnetiche. Ora, prendiamo questa convinzione e visualizziamola nella nostra mente, come un’immagine solida, nitida, luminosa e vicina a noi. Con una cornice altrettanto solida, marmorea, irremovibile, salda. Incidiamo su di essa la nostra convinzione: “io sono un ottimo seduttore”. Ora, ogni volta che lo riteniamo opportuno, guardiamo questa immagine, visualizziamola con l’occhio della mente: in breve tempo, ci convinceremo a tal punto di essere quello che abbiamo deciso, che ci comporteremo da persone affascinanti e magnetiche in ogni occasione. E alla fine il nuovo modo di comportarci, basato sulla nuova credenza di noi e di quello che siamo, forgerà la nostra nuova identità. Identità che però stavolta ci siamo scelti e che rispetta pienamente i nostri valori, senza dipendere da interferenze e commenti esterni.

A risentirci tra qualche giorno con la Quarta parte.

P.S.: Per chi desidera conservare l’ebook ed avere la possibilità di poterlo anche stampare, lo metterò a disposizione in formato PDF da scaricare gratuitamente al termine della pubblicazione sul blog

Seduttori Si Diventa Parte Seconda

Proseguiamo con la pubblicazione dell’ e-Book tratto da “Il Negoziatore” di Giacomo Bruno della Bruno Editore.

2° Parte

1.2 - Jukebox mentale

Alcuni esperimenti scientifici lo dimostrano chiaramente. Uno dei più sorprendenti è stato condotto su un diverso numero di atleti, suddivisi in due gruppi. Una parte dei soggetti sono stati allenati attraverso una serie di esercizi fisici molto duri e faticosi; gli altri atleti invece dovevano allenarsi in modo solo immaginario, con esercizi a livello puramente mentale. Dopo alcune settimane vennero registrati i risultati sportivi dei due gruppi: quelli ottenuti dagli atleti allenati a livello mentale furono praticamente identici al gruppo di chi si era allenato in modo tradizionale, trascorrendo settimane di intensissimo lavoro fisico. Quanto conta allora l’immaginazione e quanto è grande l’influenza della mente?
Un ulteriore esperimento è stato condotto su alcuni studenti: suddivisi a metà, vennero assegnati a due diversi insegnanti. Al professore del primo gruppo fu detto che si trattava di ragazzi particolarmente dotati, dei geni. All’altro fu detto invece che avrebbe dovuto domare un gruppo di ragazzi indisciplinati e dalle ridotte capacità intellettive. Quale pensiamo che sia stato il risultato nel caso dei due gruppi? Il primo gruppo di studenti confermò doti intellettuali brillanti e facilità di apprendimento, al contrario del secondo, i cui risultati furono piuttosto scadenti. Quindi le diverse convinzioni degli insegnanti furono determinanti: il risultato infatti non dipendeva dal fatto che i primi fossero realmente dei geni o i secondi realmente meno intelligenti, ma piuttosto dalle differenti credenze degli insegnanti. In base ad esse i due si erano comportati in un modo particolare che aveva influenzato la reazione dei ragazzi. Il primo li aveva trattati da geni, trasmettendo loro tanta sicurezza, rispiegando con molta disponibilità e in modo più comprensibile le lezioni che loro non capivano. D’altra parte erano dei geni e quando non capivano, sicuramente la colpa non era loro, piuttosto sua. Al contrario, il secondo insegnante non rispiegava mai una lezione: sarebbe stato solo tempo perso, visto che aveva a che fare con studenti in apparenza piuttosto lenti; quindi procedeva con il suo programma senza preoccuparsi del loro livello di apprendimento. Di conseguenza, a poco a poco, i suoi studenti cominciarono davvero a pensare di non essere bravi e l’insegnante trovò così la conferma di quello che gli avevano premesso sui suoi ragazzi. In definitiva, ciò in cui si crede tende a realizzarsi sempre.
Anche il cosiddetto “effetto placebo”, proprio della scienza medica, è la prova di quanto sia forte il potere della mente e delle nostre convinzioni, persino nella guarigione da alcune malattie. Semplici pasticche di zucchero a volte si sono rivelate efficaci al pari di antibiotici o medicine specifiche, se al paziente cui erano somministrate veniva detto trattarsi dell’ultimo ritrovato scientifico in fatto di guarigione. Incredibile, ma vero.
Allo stesso modo si può verificare l’effetto opposto, definito “nocebo”: se ad esempio dopo un pranzo fra amici, uno dei commensali si sente male e qualcuno tra loro suppone che la causa sia da attribuire alle pietanze mangiate durante il pasto, sarà facile che anche altre persone comincino a sentirsi male, accusando gli stessi sintomi. La suggestione insomma, ciò in cui si crede, è spesso più potente di qualsiasi altra medicina.
Alcuni anni fa, Richard Bandler, uno dei fondatori della Programmazione Neuro-Linguistica, voleva addirittura commercializzare le “pillole di placebo”, presentandole come la prima medicina al mondo per la cura di qualsiasi malattia e priva di qualunque effetto collaterale. Un’idea niente male, che sicuramente avrebbe guarito moltissime persone dalle più comuni malattie psicosomatiche: mal di testa, ulcere, depressioni. Queste malattie, oggi molto diffuse, sono solo uno dei numerosi effetti negativi prodotti da una mente male indirizzata, perennemente concentrata sui mali del mondo, sulle proprie sventure e sugli insuccessi. Una mente che però è talmente potente che, se utilizzata nel modo corretto, può offrire un numero straordinario di risorse, non appena ne abbiamo bisogno. Una mente che può permetterci dunque di conquistare la persona che desideriamo in poco tempo, lasciandola affascinata e magneticamente attratta dalla nostra personalità.

1.3 - Convinzioni
Riassumendo quanto detto fino a qui, è evidente che tutta la nostra vita si basa sulle nostre convinzioni, su ciò in cui crediamo o non crediamo. Proviamo ora a pensare a che tipo di convinzioni dominano le nostre giornate. Sono di quelle che possono potenziare i nostri risultati o piuttosto sono di tipo limitante? E cosa succederebbe se ognuno di noi potesse scegliere liberamente ciò in cui credere? Potremmo finalmente liberarci di ogni blocco e di ogni pensiero non produttivo. Esiste un aforisma davvero illuminante a questo proposito: noti testi di aeronautica affermano che “il calabrone abbia un peso tale che in rapporto alla dimensione delle sue piccole ali, secondo le leggi della fisica, non potrebbe volare… ma il calabrone non lo sa e vola lo stesso!”.
Facciamo un esempio concreto: mettiamo il caso che siamo convinti di essere timidi. O insicuri. O addirittura di essere dei buoni a nulla. Magari lo pensiamo perché da piccoli ci hanno affibbiato questa etichetta, e noi abbiamo continuato a portarcela dietro durante tutta la nostra crescita, convincendocene ogni giorno di più. Di conseguenza abbiamo agito sulla base di questa etichetta. E’ un processo definito “imprinting”, secondo il quale noi imprimiamo nella mente un evento che giudichiamo significativo e poi continuiamo ad agire in modo coerente ad esso.
A scoprirlo fu uno zoologo e psicologo austriaco, Konrad Lorenz, dopo una serie di esperimenti portati avanti con gli anatroccoli. Appena nati, i piccoli associavano alla loro mamma il primo essere vivente in movimento che si trovavano di fronte. Vedendo per primo lo scienziato, si convincevano che fosse lui la loro madre e lo seguivano proprio come avrebbero fatto con la vera mamma anatroccolo, che invece ignoravano del tutto.
Proprio come è successo agli anatroccoli, se da bambini ci hanno detto che non sapevamo disegnare, o qualche compagno dell’asilo magari ci ha detto che il nostro disegno era sgraziato, o ancora se noi stessi ci siamo detti che quello che avevamo disegnato era qualcosa di non corrispondente alle nostre intenzioni, sulla base di questo imprinting ci siamo costruiti una convinzione negativa. Per tutti gli anni a seguire ci siamo comportati di conseguenza, rafforzando così l’idea e gli effetti pratici della nostra identità di persone artisticamente poco capaci.
Eventi anche molto lontani nel tempo, che oggi giudicheremmo magari anche insignificanti, ma che da bambini ci hanno colpito molto, sono dunque la base delle nostre convinzioni. Tuttavia, visto che esse sono nate a partire da un evento cui abbiamo attribuito importanza e fondatezza, allo stesso modo possiamo però cambiare, ed in maniera altrettanto facile e veloce.
Oggi possediamo nuove risorse che prima non avevamo a disposizione, che possono consentirci di gestire meglio le emozioni, di scoprire il funzionamento dei nostri processi mentali. In sintesi, di guadagnare la consapevolezza del fatto che quanto gli altri dicono di noi è solo parte della loro mappa del mondo, non è la realtà oggettiva delle cose. Del resto, anche le nostre stesse convinzioni si originano da esperienze che non sono la realtà, ma sono soltanto la nostra personale interpretazione della realtà.
Nel suo libro “PsicoCibernetica”, il chirurgo estetico Maxwell Maltz riporta alcuni episodi davvero stupefacenti di persone che, a seguito di un intervento estetico, continuavano a non piacersi; addirittura casi in cui le persone continuavano a vedere il proprio naso storto. Questo perché l’intervento del chirurgo aveva modificato il loro aspetto esteriore e non, naturalmente, l’immagine interiore che avevano di loro stessi. Casi in cui sarebbe stato necessario piuttosto un supporto di tipo psicologico. Insomma, quello che pensiamo di noi è quello che trasmettiamo non solo agli altri, ma prima di tutto anche a noi stessi. E l’autostima altro non è che una convinzione su chi siamo e su quello che sappiamo fare.

A risentirci tra qualche giorno con la terza parte.

P.S.: Per chi desidera conservare l’ebook ed avere la possibilità di poterlo anche stampare, lo metterò a disposizione in formato PDF da scaricare gratuitamente al termine della pubblicazione sul blog.

Nella Seduzione chi Domanda Comanda

Nella Seduzione chi Domanda Comanda

Da quando ha preso piede il metodo Mistery con la sua omologazione delle fasi della seduzione, si cercano sempre più spesso formule magiche valide in tutte le occasioni e per tutte le persone.
Spesso i maestri della seduzione cercano di dispensare formule e frasi (patterns) per la fase dell’approccio e del rapport pronti all’uso e per ogni evenienza.
Se consideriamo lo schema classico dell’ M3 di Mistery stiamo parlando della prima fase: Attrazione.

Se voglio creare attrazione è importante in questa fase che da parte dell’altra persona venga percepito un alto valore di me. Quindi sono validi i DHV ( demonstrations high value ) soprattutto se indiretti e comunicati per mezzo di metafore ( PNL docet ).

Ma se ci concentriamo troppo su questi rischiamo di perdere di vista il nostro obiettivo.

E’ perfettamente inutile, anzi a volte anche controproducente, partire a testa bassa e spiattellare le nostre doti.

Dobbiamo tenere sempre presente ( e questo vale per tutti, donne e uomini, anche se farò gli esempi al femminile perchè mi viene più naturale ) che, soprattutto in certi ambienti, le ragazze ed in particolare le “superfighe” vengono approcciate di continuo e più adulte sono più esperienze di approcci subiti hanno.

Sono talmente abituate ad una continua esibizione di maschi che cercano di impressionarle dicendo: ” io sono questo, io sono quello, ecc. ecc. “, che i casi sono due:

1-    Per qualche motivo scatta una scintilla e vi salta lei addosso.

2-    Vi cataloga come uno dei tanti.

Tralasciamo il primo caso ( non avete bisogno di consigli ;-) ).
Concentramoci sul secondo.

Cosa può farti passare da essere uno dei tanti ad essere uno speciale.

La risposta è talmente semplice che a volte ce ne dimentichiamo.
Ricordati che ogni persona ha qualcosa che DESIDERA, che VUOLE e che non può avere o che ancora non ha.
Anche le superfighe, anche loro, non sono dee. Anche loro hanno qualcosa che
desiderano nel profondo del cuore.

Se riesci a scoprire cos’è, e puoi darglielo, ti darà quello che vuoi.

Come scoprire cosa vuole veramente ?

Ecco svelato il titolo di questo post.

Devi usare le DOMANDE mirate, aperte, alle quali non si possa rispondere con un si od un no ma che la costringa a darti informazioni sul suo modello del mondo, prestando particolare attenzione alle parole che si ripetono più di frequente e che provocano una risposta emotiva più forte ( osserva la sua fisiologia ).

Devi ASCOLTARE ed OSSERVARE con partecipazione.

Così potrai arrivare a capire i suoi desideri, i suoi valori.

Come dicevo già in un post precedente, devi imparare a porre la tua VERA ATTENZIONE su di lei, e non solamente su tuoi desideri riguardo a lei ;-) .

Poi cominciano ad entrare in gioco altre cose, come il rispecchiamento, la guida, ma ne parleremo in un altro momento.

Visto l’interesse che è nato intorno all’argomento SEDUZIONE mi sto organizzando per fare una sorta di piccolo bignami pratico a puntate.

Gradirei sapere quali sono gli argomenti che preferite, o quelli con i quali avete più piacere di iniziare.

Seduttore.

La Vera Attenzione !

LA VERA ATTENZIONE

Se SEDURRE è capacità di ATTRARRE a sé l’Altro,
allora l’ATTENZIONE verso questo Altro è fondamentale.
E qui sto parlando di VERA ATTENZIONE.
Non un semplice sguardo affrettato all’aspetto fisico, all’abbigliamento, ma di VERA ATTENZIONE.
Nel momento in cui ci accingiamo ad approcciare un’altra persona smettiamo per un attimo di focalizzarci su noi stessi.
Fermiamo le nostre voci interiori che ci distraggono incessantemente.
Che ci dicono tutto ed il contrario di tutto ( mi ha sorriso, le/gli piaccio - sicuramente ha sorriso a quello dietro di me - oddio e adesso che cosa le dico - acc. ho dimenticato i preservativi - dove c…o sono quelle mentine ? - ecc…………. ).
Se proviamo ad osservare con VERA ATTENZIONE possiamo capire chi abbiamo davanti e possiamo scegliere il modo più efficace per far si che venga attratto da noi.
Inoltre toglieremo il nostro focus dalle azioni che vogliamo che quella persona compia con noi e ci concentreremo su come creare le giuste emozioni per motivare quelle nostre intenzioni.
Perché se come ho detto in un blog precedente tutto nasce prima dentro di noi, la seconda cosa è sicuramente rivolgere l’attenzione all’esterno, a chi è l’oggetto della nostra seduzione.
Invece a volte i problemi e le insicurezze nascono proprio dal fatto di attuare questi comportamenti in maniera contraria.
Provate a pensarci, quante volte prima di uscire si passa del tempo a rivolgere la nostra attenzione verso l’esterno, a pensare a come ci vedranno gli altri, a che abito mettersi, al trucco, ai capelli, in che locale andare e non si pensa minimamente a preparare il giusto atteggiamento rivolgendo la nostra attenzione dentro di noi.
Poi, quando siamo in compagnia della persona che vorremmo sedurre, la nostra attenzione improvvisamente si rivolge a noi stessi, al nostro dialogo interno, a come mostrarci al meglio, senza osservare con VERA ATTENZIONE l’altra persona.

Quindi la giusta sequenza è:

1. Conosci te stesso. Impara chi sei, quali sono i tuoi valori, i tuoi pregi, i tuoi difetti. Poniti degli obiettivi. Non è lavoro che esaurisce in una serata, a volte può non bastare una vita. Ma è un percorso personale, diverso per ognuno di noi. E vedrai che inizierai così ad assumere tu per primo il giusto atteggiamento, che è la prima cosa necessaria per essere in grado di sedurre qualcun altro.

2. Conosci chi hai di fronte. Osserva con VERA ATTENZIONE chi ti sta di fronte, a quali parole o stimoli reagisce positivamente, ed a quali negativamente. Col tempo imparerai come scendere sul suo terreno, seguirla, e pian piano imparare a guidarla per condurla sul tuo. Per arrivare a questo risultato diventano basilari la conoscenza e la padronanza delle dinamiche della comunicazione verbale e non verbale.

E’ fondamentale iniziare ad osservare verso cosa si rivolge il nostro focus: se verso noi stessi, se verso chi abbiamo di fronte, o addirittura verso altre cose.

Iniziamo da questo, a cercare di capire sempre su cose è puntata la nostra VERA ATTENZIONE.

P.S.:

Ho ricevuto parecchie mail in questi giorni, cercherò di rispondere personalmente a tutti, ma è anche mia intenzione cercare anche di realizzare dei post che rispondano alle domande ed agli argomenti più comuni e che possano così essere utili a tutti.

In particolare, a chi mi chiedeva consigli sui rapporti di coppia, posso iniziare a dire che la seduzione è un processo che non finisce mai, anche all’interno della coppia. Così da mantenere viva la fiamma nel tempo. Ma torneremo anche su questo argomento con qualcosa di più specifico.

Il Seduttore.

seduttore@seduttore.org

  • Articoli recenti

  • Tag

  • Categorie

  • Meta